martedì 3 marzo 2015

Ricordando il signor Spock








"Ecco perché amo la fantascienza. Mi piace leggerla e mi piace scriverla. Lo scrittore di sf non vede solo possibilità, ma estreme possibilità. Non è solo «cosa accadrebbe se», è un «mio dio, cosa accadrebbe se» frenetico e isterico. I marziani stanno sempre arrivando. L'unico calmo è mister Spock. Ecco perché mister Spock è diventato un oggetto di culto per noi: calma la nostra isteria. Bilancia la tendenza della gente della fantascienza a immaginare l'impossibile.

Kirk (frenetico): «Spock, l'Enterprise sta per esplodere!»
Spock (calmo): «negativo, Capitano, è solo saltato un fusibile».

Spock ha sempre ragione, anche quando ha torto. È il tono della voce, la ragionevolezza soprannaturale. Non è un uomo come noi, è un dio. Gli dei parlano in quel modo, noi ce ne rendiamo conto istintivamente. Ecco perché hanno preso Leonard Nimoy per narrare programmi televisivi pseudoscientifici. Nimoy può far apparire plausibile qualunque cosa. Possono essere alla ricerca di un bottone perduto o del cimitero degli elefanti, e Nimoy calmerà i nostri dubbi e le nostre paure. Lo vorrei come psicoterapeuta. Correrei da lui frenetico, pieno di tutte le mie paure isteriche, e lui le scaccerebbe:

Phil (isterico): «Leonard, il cielo sta crollando!»
Nimoy (calmo): «negativo, Phil, è solo saltato un fusibile». E io starei bene e la mia pressione sanguigna scenderebbe e potrei riprendere a lavorare sul romanzo per il quale sono in ritardo di tre anni sulla data di consegna."


 Philip K. Dick


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